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circuiteria per
gestire le altre periferiche e il NuBus di cui parleremo tra breve.
All'interno del cabinet, tutto abbondantemente schermato contro i radio
disturbi, trovano inoltre posto le memorie di masse e lo snello
alimentatore, ahimè, dotato di ventola d'areazione abbastanza rumorosa.
Speriamo che sia un «difetto» solo del nostro esemplare e che gli altri
Mac riescano ad essere un po' più discreti. La scheda video, che come detto occupa uno dei sei slot disponibili, oltre all'elettronica necessaria all'utilizzo del bus e alla generazione dei segnali video, contiene 256 K Ram espandibili a 512 (sono già presenti gli zoccoli per gli integrati da aggiungere) per passare dagli attuali 16 colori, o livelli di grigio, per pixel, a ben 256, sempre colori o livelli di grigio. Bus e NuBus L'intero sistema Macintosh II fa capo all'interno NuBus, al quale afferiscono tutte le sue componenti, mother |
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Sul retro dell'apparecchio
troviamo i connettori per l'audio, per In tastiera, per il mouse, per
la stampante. un'uscita seriale, Ia porta SCSI e gli sportellini per connettersi alle schede. A sinistra il profilo della tastiera. |
di questi sarà occupato dalla
scheda video, non essendo presente sulla mother board la circuiteria
atta al pilotaggio di qualsiasi monitor. Architettura interna La mother board del Mac II contiene 1 Megabyte di Ram esapandibile 8 mega direttamente su scheda o 2 giga utilizzando il bus di espansione. La CPU, come detto è il Motorola 68020 «clockato» a 15.7 MHz, affiancato dal coprocessore matematico 68881 grazie al quale il Mac II diventa anche 40 volte più veloce del suo predecessore quando si tratta di fare calcoli in virgola mobile. Sempre «on board» è disponibile un'interfaccia SCSI per hard disk oltre che, naturalmente, un controller per |
due floppy disk. Come potete
vedere dalle foto, la macchina in nostro possesso dispone di un'unità
per microfloppy e un hard disk. Per la cronaca, l'HD è da 40 mega; è
possibile installarne, in sostituzione, uno di capacità doppia. A fianco al processore, troviamo una semplice MMU non adatta per l'uso sotto Unix ma solo per il Mac in quanto tale: all'uopo, al suo posto si inserisce la MMU 68851 per gestire la memoria virtuale. Il nuovo sistema operativo, contenente anche il Color QuickDraw, occupa ora 256 K ed è inserito su 4 Rom installate sulla scheda madre. Il resto dell'elettronica comprende l'Apple Sound Chip, capace di generare suoni stereofonici utilizzando 4 voci oppure campionando a 44.1 KHz, la |
board compresa che occupa
logicamente lo slot 0. Come noto un bus serve per mettere in
comunicazione più unità di un calcolatore senza prevedere specifici
collegamenti dedicati che, se da una parte velocizzerebbero al massimo
le operazioni di trasferimento dati, dall'altra renderebbero il sistema
molto costoso e difficilmente espandibile. Di contro, uno schema di collegamento a bus è abbastanza economico e permette una facile espandibilità. Ovvero, una volta definito il funzionamento del bus (linee, segnali e protocolli) è sufficiente adeguarsi a tale standard per costruire schede perfettamente compatibili e facilmente utilizzabili. Lo schema di collegamento bus, essendo (per sua natura) ripartito, fa si che una ed una sola unità alla volta |
Il mouse del Mac II è uguale a quello del 2GS. A destra il monitor monocromatico. |
Estratto da MCMicrocomputer n° 65, edizioni
Technimedia, Roma
Autorizzazione alla pubblicazione concessa.